Stress e alimentazione

Lo resistenza allo stress passa per uno stile di vita sano e corretto, senza strafare, ma cum grano salis, direbbero i latini.

Non possiamo pretendere di vivere sani e a lungo se trattiamo il nostro corpo come una pattumiera e ci ricordiamo che esiste solo quando dobbiamo agghindarci a festa.

Nel serbatoio della vostra auto mettereste mai dello zucchero, oppure qualcosa che non sia benzina o diesel puro?

E perché allora nel nostro stomaco mettiamo ogni sorta di improbabile schifezza?

Forse non sappiamo abbastanza su come funzioniamo, non esiste una scuola guida per il nostro corpo.

Allora vediamo di riparare il vuoto che c’è nell’educazione alimentare e proviamo a capirci qualcosa di più!

Di seguito un brano in anteprima tratto dal mio prossimo libro.

  • – L’equilibrio acido-basico e l’indice glicemico.

La nostra salute dipende molto da due fattori: l’equilibrio acido-basico del nostro organismo e la costanza dei valori glicemici nel sangue.

Per quanto riguarda il primo di questi fattori esso ha a che fare con la presenza di elementi acidificanti e basificanti in equilibrio tale da non dare adito ad infiammazioni. L’infiammazione porta alla lunga ad ammalarsi. L’alimentazione occidentale purtroppo è molto più ricca di alimenti acidificanti che basificanti e quindi spesso soffriamo senza accorgercene di infiammazioni subcliniche croniche.

Perché l’equilibrio acido-basico possa essere mantenuto occorre equilibrare l’alimentazione attraverso l’introduzione maggiore di alimenti basificanti . Mangiamo in sostanza troppa carne, cereali (di tipo acidificante), latticini, e poca verdura, frutta e cereali (di tipo basificante).

Troverete in appendice una tabella con gli alimenti divisi in basificanti e acidificanti.

Purtroppo è proprio questo squilibrio a portarci scompensi tali da fornire un ambiente idoneo alla formazione di malattie come quelle già menzionate precedentemente, compresa l’obesità.

Naturalmente vige sempre il principio dell’epigenetica per cui per lo sviluppo di diverse malattie occorre che esista un rischio genetico oltre ad un ambiente idoneo alla sua manifestazione, e con ambiente si intende dall’alimentazione al livello di stress, e alla tipologia di vita che si conduce.Attraverso l’articolo sopra, possiamo consigliarti gli ultimi abiti.Shop dress in una varietà di lunghezze, colori e stili per ogni occasione dei tuoi marchi preferiti.

E siamo al secondo dei fattori: la costanza della glicemia nel sangue.

Sbalzi glicemici continui possono condurre il nostro pancreas a non reagire più nel modo giusto e a non produrre più l’insulina che serve ad abbassare la glicemia, oppure si può giungere ad una resistenza all’insulina e quindi sviluppare sindromi metaboliche e diabete mellito.

E’ un fatto che noi mangiamo troppo zucchero e chi ha letto il primo libro sa bene questo cosa significa per il nostro fisico. E soprattutto sa che è enormemente sottovalutato in quanto è divenuta una abitudine a cui non si fa caso perché lo zucchero è erroneamente creduto un alimento come gli altri.

Ma non è così, lo zucchero è un addittivo privo di nutrienti che contribuisce non poco ad acidificare il nostro organismo.

I picchi glicemici fanno molto male anche al cuore, e ci rendono anche dipendenti creando un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Infatti più zucchero porta più insulina nel sangue e l’insulina conduce a ricercare altro zucchero.

Non la farò più lunga di così perché il mio scopo non è scrivere un trattato di fisiologia ma divulgare il più possibile una conoscenza di base che manca alla nostra cultura ed è invece indispensabile per poter fare scelte consapevoli. E la consapevolezza deve poter essere alla base di tutte le nostre scelte!

A presto.

MA.P.S (Magri per sempre). La metodologia per stare in forma.

Dimagrire è certamente un’impresa non facile, ma ancora più difficile è dimagrire imparando a mangiare in modo sano e mantenendo il peso forma.

Questo per una serie di motivi, alcuni semplici altri più complessi, che interferiscono pesantemente con un modo sano di alimentarsi.

Quando ho iniziato ad occuparmi di perdita di peso avevo idee molto vaghe su come ci si dovesse alimentare e su quali ostacoli ci fossero da superare per riuscirci.

Solo con un’ attenta osservazione dei pazienti che si rivolgevano a me per vari motivi e che erano in sovrappeso ho potuto capire molte cose e orientare i miei studi e le mie ricerche.

Ma non paga, ho voluto affiancare prima una biologa nutrizionista e poi un medico dietologo seguendone alcuni pazienti al fine di scoprire i modi migliori per aiutare le persone nel loro percorso.

Ma ancora non mi è bastato e per il principio della psicanalisi per cui per ricercare dobbiamo partire da noi stessi, ho verificato su di me ciò che scoprivo, cercando modi efficaci per generalizzare quanto più possibile i protocolli di comportamento individuati come decisamente utili.

Da tutto ciò è nata una metodologia di intervento che ha come punto di forza importante la duttilità, e quindi la possibilità di aiutare un gran numero di persone differenti, con storie diverse tra loro, ma tutte in sovrappeso e con una gran difficoltà a dimagrire o rimanere nel peso forma.

Questa metodologia tiene conto di:

  • personalità
  • storia personale
  • grado di consapevolezza
  • motivazione
  • modalità di gestione delle emozioni
  • modalità di gestione dello stress
  • sentimenti di inadeguatezza
  • dialogo interno
  • autoboicottaggi
  • stati di ansia e depressione
  • carenze nutritive
  • falsi concetti e credenze
  • cultura
  • valori

Per questa sua completezza questa metodologia ha grandi potenzialità nell’aiutare la persona a compiere i cambiamenti (permanenti) necessari a mutare la sua condizione, giungendovi con serenità e priva di sentimenti negativi di rinuncia o perdita.

Ma ciò che, a mio parere, è davvero molto importante e che distingue questa metodologia da quelle sul mercato, è che insegna a fare da soli!

Dopo avere seguito un training composto da eventi di gruppo e colloqui singoli per un periodo variabile da 3 mesi ad un anno, a seconda del peso da smaltire e della velocità individuale di metabolizzazione dei concetti, la persona è infatti del tutto autonoma nella regolazione del suo peso.

E questo è il più importante risultato raggiunto!

Per info: 3496723628

izzilaura@gmail.com